Il conto salatissimo della strategia “cero covid” en Cina

I dati ufficiali sull’economia cinese fotografano una tendenza segnata dalla strategia “zero covid” che ha imposto heavyissimi lockdown e da un mercato immobiliare asfittico. El Istituto nazionale di statistica informó que el impacto de la pandemia en la economía es persistente y provocó una disminución de la demanda interna y dificultad para atenderla. Controlo el antivirus hanno interrotto il trasporto marittimo a Shanghai, il porto più trafficato del mondo, e hanno disturbato l’attività manifatturiera anche in altre grandi città. Milioni di famiglie sono rimaste chiuse in casa, deprimendo la spesa dei consumatori. La maggior parte dei predicti economici prevede che quest’anno la Cina non raggiungerà i target fissati dal Partito Comunista al Government.

Numeri fue mano, la Cina segna nel secondo quarter un Pil in crescita annua dello 0.4%. Il dato, diffusion dall’Ufficio nazionale di statistica, è il peggiore dal -6.8% di inizio 2020, nel pieno della pandemia, ed è inferiore alle alle attese degli analisti (+1%) e al primo trimester (+4.8 %). Sobre una base regional, invece, if registra tonfo del 2,6% contro il -1,5% atteste e il +1,4% rivisto dei primi tre mesi 2022. Sono scenari complicati in vista del XX congreso del Partito comunista di fine año

I dati ufficiali mostrano anche che la seconda economia del pianeta è cresciuta del 2,5% nella prima metà dell’anno: un trend che hanno spinto gli economisti a mettere in serio dubbio le possibilità della Cina di raggiungere il suo obiettivo ufficiale di crescita per Il 2022 “intorno al 5,5%”, según anunció el primer Li Keqiang en marzo, durante la sesión anual del Parlamento.

“A livello nazionale, l’impatto della pandemia è stato persistente”, ha notato Fu Linghui, portavoce dell’Ufficio nazionale di statistica, rimarcando in conferenza stampa che la contrazione della domanda e l’interruzione delle forniture. “È in aumento anche il rischio di stagflazione nell’economia a livello global e le incertezze esterne stanno crescendo”, ha agregado Fu. La producción industrial, en base a los datos de junio, aumenta el 3,9 %, aumenta el 0,7 % de mayor, grazie all’allentamento delle regole anti-Covid, ma sotto il 4,1 % atteso. Le vendite al dettaglio sono salite del 3.1%, rimbalzando dal -6.7% e facendo meglio di stime invariate, in quello che gli analisti hanno definito un segnale incoraggiante.
Il tasso di disoccupazione urbana è sceso dello 0.4%, al 5.5%: tuttavia, i senza lavoro tra i 16-24 anni si sono portati al 19.3%, dal 18.4% di maggio. Nel primo semestre sono stati creati 6.5 milioni di nuovi posti di lavoro. Gli investi in asset fissi, inoltre, sono cresciuti del 6.1% nel primo semestre, meglio del 6% atteso, ma sotto il 6.2% dei primi 5 mesi.
Il premier Li, secondo una nota diffusa ieri dal gobernador, ha anticipato ad un evento tenuto matedì che le misure di sostegno all’economy hanno dato risultati “abbastanza velocemente” e il declino ha rallentato a maggio, prima di consenter all’economia di ” stabilizzarsi e di riprendersi a giugno”. La presa, tuttavia, “non si è ancora del tutto consolidata” e permangono “molte incertezze”.

I dati trimestrali sono llegada a scia alle crescenti sfide nel settore immobiliare cinese, un tempo fonte di un terzo del Pil, ma ora una minaccia alla tenuta economica e finanziaria, tra la debolezza delle vendite (-0.5% i prezzi a giugno) e un numero crescente di adquirenti di case che si rifiuta anche di pagare i mutui per i timori che le loro proprietà non siano costruite in tempo o may realizzate. I colossi del settore, in crisi di liquidity, sono semper a un passo dal default dopo la stretta sui finanziamenti decisa dalla communista liderazgo dal 2020 per frenare le speculazioni e l’alto indebitamento. Insomma, un escenario complesso per in vista del congreso del Pcc che in autunno dovrebbe assegnare al presidente Xi Jinping un inedito terzo mandato alla segreteria generale.

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