L’elefante della recessione è nella stanza. E rischia di attaccare senza prima barrier

Il tasso sui mutui a 30 negli Usa è salito al 5.78%, il balzo a livello settimanale più netto dal 1987. Lo ha certificado ieri Freddie Mac, sottolineando ven sette giorni fa il benchmark del settore pit al 3.23%, mentre un anno fa si fermava al 2.93%. Nemmeno a dirlo, il settore più anticipatore di rischio systemico dell’economia Usa sta assestando il suo equilibrio su tempi e modi dell’accelerazione impressa dalla Fed sul costo del denaro.

Il problema è che sta facendolo con un’impronta che sembra far presagire l’arrivo inaspettato e non preannunciato del ciclico accidente de vivienda da abuso creditizio. Se infatti l’indice di inaccessibilità per gli adquirenti di immobili ha appena toccato il minimo dalla crisi subprime di 109.2a far realmente riflettere è quanto contentto in questo grafico:



Comparazione annua fra percentuali di calo nei prezzi di listino di immobili Usa
Fuente: Redfin

Il numero di offerenti che nelle ultimate quattro settimane ha rivisto al ribasso la propria richiesta di listino è percentualmente il più alto in assoluto da quando viene tracciata la serie storica. Insomma, l’esplosione dei tassi sui mutui prepara una moria di dominada. E l’offerta si adegua con approccio a dir poco emergenziale. Inoltre, queto altro grafico


Andamento della ratio scorte/vendite nel comparto al dettaglio Usa

Andamento della ratio scorte/vendite nel comparto al dettaglio Usa
Fuente: Bloomberg

golpealo en segundo lugar apoderado storico dello stato di salute dell’economia Usa, la dynamica relativa alle sperse personali, voce che ancora pesa per circa il 70% del Pil. La ratio fra scorte e vendite relativa al commercio al dettaglio è oggi è la più alta in assolutoapuesta soltanto al picco toccato all’esplosione della bolla punto-com. Tradotto, preparación para un tsunami de deflación. E a un’ondata di svendite senza precedente da qui a dicembre, essendo gli ordini per l’anno in corso già piazzati.

E se l’aspettativa è chiaramente quella di un calo della domanda da recessione, un altro indicador sembra vol puttere tutti in guardia dal rischio sottostante alle mosse della Banca centrale Usa. Cómo decir: se ritenete meno pericolosa la recessione dell’inflazione, attenti a ciò che cercate. potreste posado trovarlo. gráfico de preguntas,


Andamento dei contratti eurodollaro futures 2022-2023

Andamento dei contratti eurodollaro futures 2022-2023
Fuente: Bloomberg

aparentemente astruso, altro non è che l’andamento dell’eurodollaro. In parole povere, i biglietti verdi investiti in banche al di fuori degli Usa e il apoderado più tracciata per orientarsi a medio-lungo finishs sulle scelte di politica monetaria. E cosa ci dados? sencillo, the prezzature di mercato oggi vedono i tassi più bassi nel diciembre 2023 che in quello di quest’annoperiodo che – stando ai proclamai della Fed – dovrebbe veder completare la serie di rialzi e conclusionrsi in area 3% sul benchmark.

Tradotto in parole ulteriormente povere e accessibili, ci dice come il mercato futures ritenga pressoché certo che la Fed sarà obbligata a tagliare i tassi. Junio ​​2023. E per quanto l’orizzonte temporale possa sembrare tutt’altro che alarmante a livello di incombenza, due variabili devono far riflettere. Primero, el mercato deve prezzare in anticipation per posizionarsi, quindi ciò che può sembrare mera speculazione è in realtà fundamental attività di settaggio di tutta una serie di valori di iscrizione degli assets. Secondo, un così drastico sentenziare il ritorno a una politica espansiva presuppone l’arrivo in tempi brevi di una recessione talmente brusca da mandare immediatamente in secondo piano il rischio inflattivo che sta spingendo la stessa Fed a premiere l’acceleratore sui rialzia partire dai 75 punti base appena decisi e cui potrebbero seguirne altrettanti nel FOMC di luglio.

¿Ha habido una recesión en el proceso pieno di normalizzazione monetaria que parece más dócil de ammansire y gestire, rispetto a un’inflation appena salita al massimo dal 1981 (+8,6%)? Quanto le due dinamiche, agendo sulla contrazione di attività economica e consumi, rischiano di operare un pareo che si tramuti in spiral fuori controllo e self-powering? Nessuno può saperlo. nessino. In compenso, queto altro grafico


Correlazione fra rendimento del decennale giapponese e andamento dei futures

Correlazione fra rendimento del decennale giapponese e andamento dei futures
Fuente: Bloomberg/Zerohedge

mostra l’altra faccia della medaglia. El Banco de Japón, avantguardista delle politiche espansive estreme a livello mondial, si è appena chiamata fuori dal coro allarmato delle Banche centrali e ha ribadito la sua politica di acquisti e controllo sulla curva dei rendimenti. ¿Él motiva? Proprio il timore che un’azione restrittiva sul flusso monetaria possa accelerare e mandare in sobremarcha il rischio prima di ralentamento e poi di contrazione dell’economia. L’esatto contrario della Fed. Di teme ciò molto più la recessione dell’inflazione. Riflessi da década perdidala weimat nipponica.

E se la mossa ha fatto letteralmente crollare il già debolissimo yen al minimo dal marzo 2020 sul dollaro, ecco che nonostante l’impegno per un costante controllo della curva dei rendimenti, quello del bond benchmark nipponico ancora una volta ha superato la quota-obiettivo dello 0,25%, salendo fino a cuota 27 punti base che rappresenta addirittura il massimo dal gennaio 2016. Ovvero, in piena e convinta Abenomics. Quanti altri trilioni di yen dovrà (e potrò) gastado ancora el Banco de Japón? ¿Cuánto si dovrà espandere il suo stato patrimonial per continuare a convencere il mercato sulla ferrea sostenibilità dello stock di debito pubblico del Giappone? E la linea azzurra del grafico – quella relativa ai futures – parla già oggi la lingua di una rottura inminente della costosissima Linea Maginot presidiata da Tokyo. Solo señaló. Ma di un rischio che è meglio non sottovalutare: quello di un elefante recessivo già nella stanza e che, dal nulla, decida di attaccare. Barrera Senza prima.

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