“¿Positivo al Covid? Se è asintomatico può anche andare a lavorare»

Lucio Bombén direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asfo, non solo è in sintonia con l’assessore alla salute Ricardo Riccardi sulla necessità di non fare i tamponi agli asintomáticos che hanno avuto contatti con un positivo, ma si spinge oltre e indica una linea anche per i positivi asintomatici. “Un positivo asintomático – spiega – ha una carica virale molto bassa al punto che no è necesario el aislamiento. Posso dice di più. Pienso personalmente en con tutte le precauzioni del caso, intendo mascherina Ffp2 semper indossata correttamente, distanziamento previsto slab normativa (almeno due metri) e frecuente lavaggio delle mani, potrebbe pure andare a lavorare in un ambiente chiuso dove comunque non sono stipati come sardine. Non ci sarebbe Transmissione di contagi”. Una linea easy, dunque, anche se ora la normativa sul punto è chiara: chi è positivo deve restare in isolated.
Mail responsabile del Dipartimento spinge anche su altro fronte. “Non ha alcun senso fare i tamponi a tutti perchè in questa maniera si intasa l’intero system e diventa impossibile tracciare correttamente i veri rischi, come nel case di cluster di grosse dimensioni da tenere sotto controllo. È impensable dover fare a tutti i tamponi perchè non if riesce a starci dietro e non if smaltisce il pregresso. Sono oramai parecchi giorni che in Dipartimento il numero delle persone da tamponare è semper lostesso, non cala. Questo perchè quotidianamente vengono insert nuovi nominativi. È poi – sbotta – useless fare gli ipocriti: se l’Istituto superiore di sanità ha sdoganato i tamponi fai da te in casa significa che ha già deciso di far circolare il virus».


Il tracciamento ha poco senso per gli asintomatici»

Lucio Bomben va por delante. “Sono due le fasi che numericemente pesano sul Dipartimento di Prevention y sule quali la Regione dovrebbe dare delle indicazioni pour vitare intasamenti e blocchi dell’operatività della prevent. Il primo è legato alla necessità o meno di fare i tamponi a chi ha avuto contatti con un positivo, ma è asintomatico. In questo case il tracciamento ha poco senso e torniamo al discorso iniziale sul quale convengo con l’assessore Riccardi. Il secondo punto, altrettanto important è invece legato alla chiusura del percorso per una persona positiva. Oggi siamo noi a dover certificare l’assenza di positività, ma anche in questo caso potrebbe essere lui stesso a “liberarsi” da solo facendo un tampone nei luoghi indicati (farmacia, estructura privada, medici di famiglia ndr.) inviandoci poi l’esito . Eliminando questi due passaggi – concluya il direttore del Dipartimento – credo che cancelleremmo almeno il 60-70 per cento del lavoro, riuscendo a concentrarci sui casi in cui è veramente importante fare un tracciamento serio. Non a case le structure ospedaliere – avendo avuto l’autorizzazione a ricoverare i malati anche di Covid asintomatici nei reparti creando una bolla per evitare il contatto con gli altri pazienti – finalmente possono affrontare e dare riposte alle altre patologie. En caso contrario sarebbe stato un grosso problema perchè mentre i case di Covid che degenerano in patologia seria sono pochissimi, negli ultimi mesi in provincia di Pordenone si sono viste solo 5 polmoniti gravi, le altre pathologie se non curate possono diventare preoccupanti e portare alla morte “. La palla ora pasó alla Regione dove lo scontro maggiore sarà con gli epidemiologi che su questo fronte hanno invece la necessità di avere il maggior numero di dati (leggi tamponi) per indicare il flusso del contagio. Ma sono anche divisi i virologi: alcuni hanno battezzato la linea morbida, altri, invece, sono per quella più rigida.

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